Imagine there’s a heaven

Immagina che il mondo si sia trasformato in un luogo invivibile, dove nessuno ha più rispetto per nessuno, niente ha più alcun valore in sé e l’idea di giustizia genera solo sarcasmo.

Immagina poi che tu e pochi altri vi battiate, nonostante l’evidenza vi sia avversa e le speranze appaiano nulle, per l’affermazione della giustizia.

Ogni volta che vi si dice: “Smetti di credere nella giustizia! Non esiste nessuna giustizia, non lo vedi? Apri gli occhi!”, tu rispondi: “Ho fede nella giustizia, voglio che il suo ideale non sparisca e non mi importa di quanto sembri impossibile salvarlo”.

Le vostre battaglie sembrano dare un senso alla vostra esistenza – ma non vi basta provare questa sensazione: desiderate che la giustizia riguadagni concretamente terreno, desiderate vincere almeno qualcuna delle vostre battaglie.

~

Ora immagina, invece, di essere una persona alla ricerca di risposte, la quale si sta recando a una conferenza scientifico-filosofica sull’origine della vita. Studiosi e pensatori si alternano nell’esposizione delle loro varie teorie. Dopo molte ore passate ad ascoltarli, decidi che la teoria più convincente, tra quelle esposte, spiega l’origine della vita sulla Terra con l’esistenza di un essere superiore che l’ha creata volontariamente.

Altre teorie erano molto interessanti ma non ti sembravano verosimili; altre parevano ragionevoli ma erano poco coinvolgenti; quella dell’essere superiore, invece, non era solo una teoria: era anche una storia. Così, alla fine della giornata, ti sei schierato con questa spiegazione. Ci hai riflettuto molto, nei giorni seguenti, e non hai cambiato idea. Avevi una sensazione molto forte: credere in quella storia sembrava iniziare a dare un senso alla tua esistenza.

Nei mesi successivi, hai incontrato altre persone che la pensavano come te e, insieme, avete deciso di formare un’associazione filosofica e di incontrarvi molto spesso.

Negli anni, i legami personali e culturali tra di voi si sono approfonditi e hanno generato dei forti vincoli di amicizia e solidarietà.

Un giorno, per caso, hai letto di una teoria – e di una storia – differente sull’origine della vita. In questa, non appariva alcun essere superiore; ma ti è sembrata molto interessante.

Ci hai riflettuto per alcuni giorni, dopo di che hai deciso che non era giusto abbandonare la tua teoria, quella che condividevi con i tuoi amici più cari, solo perché la nuova storia appariva forse altrettanto convincente e affascinante.

Tornando a casa, ne hai parlato con tua moglie, la quale ti ha spiegato che non esiste solo la ragione, ma c’è anche la fede. “La fede nella correttezza della tua visione del mondo ti aiuterà a non vacillare quando qualcuno proverà a metterla in discussione”: così ti ha detto lei.

Hai ripensato all’essere superiore che ha creato la vita sulla Terra, a tutte le affascinanti, coinvolgenti storie che raccontano di lui. Esse sembravano, in quel momento più che mai, in grado di donare un senso alla tua esistenza; nient’altro ti pareva essere necessario; quella sensazione era tutto ciò di cui avevi bisogno, anche perché – ne eri certo – essa era esattamente la stessa sensazione provata dalle persone che ti erano più care.

Non ti eri mai reso conto di amarlo così tanto come in quell’istante. Hai capito che non è solo superiore a noi umani e a tutti gli altri esseri viventi: è molto più di questo, perché è perfetto e onnisciente.

Ne hai discusso con un collega, che non faceva parte dell’associazione, il quale ha obiettato: “Se questo essere esiste, fa parte della natura. Se fa parte della natura, non può essere perfetto, perché nulla in natura è perfetto”. Gli hai risposto, deciso: “Ti sbagli: non fa parte della natura, ma della sovrannatura. Nella sovrannatura, esistono la perfezione e l’onniscienza”.

Il tuo collega ha replicato, ma tu già non l’ascoltavi più. Si trattava, in fondo, solo di elucubrazioni teoriche. Dov’era la sua storia?

~

Adesso, immagina di essere entrambi: il combattente che ha fede nella giustizia, ma anche il credente nell’idea dell’origine divina del mondo. “Un momento”, mi dirai, “non ho nessuna voglia di essere due persone!” Va bene, non c’è problema: scegli chi vuoi essere. “Ma non potrei invece essere una persona sola che, però, avesse fede in entrambe le cose?” No, perché il combattente è una persona che crede in un valore, l’altro è una persona che crede in una storia. Sono due personaggi psicologicamente molto diversi fra loro. “Ah, certo, sono solo due personaggi immaginari… dunque, non posso realmente essere nessuno dei due, giusto?” Puoi esserlo, invece: basta che tu creda a questa storia.

 

(Alberto Cassone, 2020)

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